|
Takamura Sensei è un personaggio
piuttosto sconosciuto in Occidente. E' un uomo che fa parte pieno
titolo della storia del Judo, ma per tanti motivi la conoscenza
di questo personaggio non si è diffusa in Europa. Per la prima volta
mi parlò di lui Guy
Pelletier, che aveva partecipato al Kodokan ad alcune lezioni
con questo Maestro. Takamura era allora già vecchio, portava una
lunga barba bianca e la sua personalità traspariva dai suoi modi
e dal suo portamento, mentre il suo insegnamento era, a dire di
Pelletier, eccezionale. Poi mi ha parlato di questo Maestro anche
Toshikazu Okada, che lo aveva incontrato
grazie al Maestro Oda. Takamura durante la guerra era un ufficiale
dell'esercito giapponese e finito il conflitto fu improgionato dagli
americani, che lo custodirono per alcuni anni presso il carcere
di Sugamo, un quartiere di Tokyo non lontano dal Kodokan. Takamura
non era un malvivente, era solo per causa della
|

Osawa Sensei
in una foto giovanile
|
guerra
che subiva
lo stato di prigionia, così fu deciso dai secondini di allestire
un Dojo, in modo che il Maestro potesse insegnare. Ogni giorno il
Dojo apriva anche agli esterni e spesso vi si recava il Maestro
Oda, portando con sè Okada. Infine mi
ha parlato di Takamura anche Osawa Yoshimi Sensei
10° Dan, raccontantandomi che in realtà questi era
il suo Maestro. Takamura ha trasmesso ad Osawa il
suo Ashi Waza, di cui ora Osawa è il massimo esperto
vivente. Osawa mi ha raccontato della bravura del
suo Maestro nel Randori, ogni giorno lo proiettava
e lo proiettava ancora, filtrando attraverso una
sorta di osmosi, la sua tecnica nell'allora giovane
Osawa. Takamura era un grande amico di Oda Sensei,
il grande genio della lotta a terra. Dopo la morte
di Oda un francese, Jean Beaudoin chiese a Takamura
di poterlo ritrarre in un libro che descrivesse
la tecnica a terra del grande insegnannte scomparso.
Takamura accettò e ne nacque il più bel libro di
Ne Waza forse mai arrivato in Occidente. E' strano
pensare che la specialità di Takamura era il Nage
Waza, e per quanto ne so non esiste un libro che
ritragga la sua tecnica di proiezione. La serie
che vediamo in basso, ha un difficile contenuto
tecnico, ma quello che è più importante è come essa
è mostrata. Non si parte dall'idea di imporre una
tecnica, ma semmai di partire da una certa condizione
e, a seconda delle reazioni di Uke, variare la
propria azione cambiando continuamente tecnica e
concatenando diversi schemi. Avere una idea fissa
è il peggior modo per migliorare nel Judo, considerare
quello che fa l'altro è anche rispettarlo, riconoscerne
l'esistenza. Questo tema dovrebbe
essere un motivo di riflessione per Maestri e allievi, e dovrebbe
essere un riferimento per l'insegnamento e per la pratica. Sei Ryoku
Zen Yo e Ji Ta Kyo Ei devono essere scoperti e coltivati nella piccole
cose, per poi divenire nostro patrimonio in ogni momento della nostra
vita.
|
Il primo tema è come portare
a terra Uke partendo da una leva:

Il secondo tema è come
portare a terra Uke partendo da Hiza Guruma:

Il terzo tema è come
portare a terra Uke che ci sovrasta dall'alto:

Ultimo
esempio su come si attacca da sopra, questa sequenza
ricorda molto l'insegnamento del maestro Okada:

|