di Alessio Oltremari

Tai Otoshi: forma e personalizzazione   

 

In modo simile a come abbiamo parlato della forma e della personalizzazione della tecnica di O Soto Gari, continuiamo mostrando varie sequenze tecniche di Tai Otoshi, con l'intento di rendere evidente che posti i cardini della forma nell'iter del nostro studio, è possibile procedere ad una personalizzazione che però non stravolge in nessun modo l'idea base della tecnica.

 

Una rarissima immagine ritrae il Maestro Nagaoka 10° Dan nella esposizione della forma di Tai Otoshi. Uke è il Maestro Samura, anch'esso 10° Dan. Da notare che la mano sinistra di Tori non tira verso l'alto, ma squilibra Uke in modo molto naturale. E' importante considerare che non esiste nessun gesto forzato o esagerato nella perfetta forma tecnica. Il corpo di Tori è fuori dalla linea di caduta di Uke, la cui direzione è diagonale e non in avanti. Il corpo di Tori esercita una spinta e non una trazione.

In modo simile a Nagaoka, Kazuzo Kudo 9° Dan, mostra lo squilibrio, la preparazione ed il contatto della tecnica. Il braccio destro di Kudo spinge appena più verso l'alto rispetto a quanto fa Nagaoka, ma la tecnica rimane pressochè identica. A fianco è possibile vedere l'animazione della sequenza tecnica dimostrata da Tetsuya Sato 8° Dan, un'allievo di Kudo. Sato spinge indietro per ottenere reazione e squilibrare Uke, per poi entrare nella tecnica e proiettare. Lo squilibrio invece di essere ottenuto con la trazione delle braccia, è raggiunto attraverso il movimento rotatorio del corpo, che spinge Uke sull'esterno della propria gamba destra. Questa ricerca di un movimento armonico insieme ad Uke è fortemente diversa dalla errata idea del solo uso della forza.

Cominciamo a vedere come dalla forma nasca la personalizzazione attraverso l'esempio di Kyuzo Mifune 10° Dan. L'esempio a destra mostra il principio alla base della forma, quasi una tecnica di puro squilibrio, in cui la gamba destra di Tori non è un ostacolo. A sinistra invece vediamo la spiegazione della forma praticamente uguale a quella di Nagaoka. Al centro un primo esempio di personalizzazione, in cui la posizione di Tori si abbassa per accentuare il vuoto di fronte ad Uke.  Si tratta si un primo modo dalle caratteristiche personali, utile a risolvere le esigenze del randori. Si intende l'esecuzione centrale come personale in quanto non è applicabile facilmente da chiunque. Se per esempio Mifune, che era leggero e di bassa statura, fosse stato alto e pesante, probabilmente non sarebbe sceso così in basso con il corpo nell'eseguire la tecnica, e la personalizzazione sarebbe stata diversa. La forma invece ha le caratteristiche per essere eseguita da chiunque.

A metà strada fra la forma e la personalizzazione di Mifune, ecco il Tai Otoshi di Isamu Ishii, un grande Judoka dalla tecnica eccezionale. Isamu è un nostro caro amico e tanto abbiamo imparato da lui riguardo la tecnica del Nage Waza. Rispetto a Mifune, Ishii proietta Uke più marcatamente verso l'avanti, ma tuttavia i canoni della forma sono appieno rispettati.

Infine ecco un forte esempio di personalizzazione da parte di Tokyo Hirano, un grande Judoka dallo stile inconfondibile. Hirano usava saltare per arrivare al contatto della tecnica, inducendo Uke in reazioni o movimenti che ne rompevano la posizione e lo esponevano agli attacchi. Si tratta di un tipo di Judo non facilmente replicabile, in quanto necessita di condizioni fisiche e attitudini particolari, ma che non stravolge la forma nella esecuzione finale della tecnica. Questo è così un esempio perfetto di personalizzazione della tecnica.

 

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