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Ancora
un articolo tecnico su questo grande Judoka. Possiamo
osservare come anche in un grande campione lo studio
della tecnica rispecchia la tradizione del Judo
nella sua interezza. Solo attraverso il Judo inteso
come studio e non come allenamento possono svilupparsi
le qualità che possono trasformare un campione in
un maestro. Quanti campioni finiscono con il passare
della loro migliore condizione atletica....il Judo
di Isao Okano non può tramontare, perchè il suo
Judo non sta nel suo fisico, ma nell'interezza del
suo essere. Un campione finisce, un Judoka resta.
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Ci
troviamo già nella parte finale di Tai
Otoshi, come arrivare qui sarà facilmente
intuibile dalla animazione a fondo pagina
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OKano
proietta il suo corpo verso di Uke,
la mano destra non tira in avanti,
ma spinge di lato, seguendo la azione
del corpo
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Possiamo
dire che il braccio destro è una
specie di spessore, che serve a
tenere la distanza fra I due corpi
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In
questo modo Okano ottiene squilibrio
e solo allora inizia la proiezione
vera e propria verso l'avanti
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Nella
parte finale della tecnica Tori
scende con il corpo verso il basso,
effettuando la azione Otoshi e proiettando
così Uke. Una notizia, nelle tecniche
di Judo quando si utilizza la parola
Otoshi, questa non è riferita alla
caduta di Uke ma al movimento di
Tori. Nel nome di ogni tecnica di
Judo ci si riferisce a Tori, descrivendone
l'azione e non ad Uke. Si tratta
di uno dei malintesi più comuni
che si osservano nel nostro paese
rispetto alla traduzione delle tecniche.
In questa applicazione di Tai Otoshi
Okano usa il movimento circolare.
Spostandosi lateralmente, Okano
costringe Uke a seguirlo circolarmente.
Alla fine del movimento è la resistenza
stessa di Uke ad aprire le porte
alla esecuzione di Tai Otoshi. Questo
è un ottimo modo di studio, di pratica
e anche una buona opportunità
per il Randori o lo Shiai.
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