Isao Okano: Tai Otoshi

 

 

 

a cura di Alessio Oltremari

 

 

Ancora un articolo tecnico su questo grande Judoka. Possiamo osservare come anche in un grande campione lo studio della tecnica rispecchia la tradizione del Judo nella sua interezza. Solo attraverso il Judo inteso come studio e non come allenamento possono svilupparsi le qualità che possono trasformare un campione in un maestro. Quanti campioni finiscono con il passare della loro migliore condizione atletica....il Judo di Isao Okano non può tramontare, perchè il suo Judo non sta nel suo fisico, ma nell'interezza del suo essere. Un campione finisce, un Judoka resta.

 

 

 

 

Ci troviamo già nella parte finale di Tai Otoshi, come arrivare qui sarà facilmente intuibile dalla animazione a fondo pagina

 

 

 

 

 

OKano proietta il suo corpo verso di Uke, la mano  destra non tira in avanti, ma spinge di lato, seguendo la azione del corpo

 

 

 

 

Possiamo dire che il braccio destro è una specie di spessore, che serve a tenere la distanza fra I due corpi

 

 

 

 

 In questo modo Okano ottiene squilibrio e solo allora inizia la proiezione vera e propria verso l'avanti

 

 

 

 

 

 

Nella parte finale della tecnica Tori scende con il corpo verso il basso, effettuando la azione Otoshi e proiettando così Uke. Una notizia, nelle tecniche di Judo quando si utilizza la parola Otoshi, questa non è riferita alla caduta di Uke ma al movimento di Tori. Nel nome di ogni tecnica di Judo ci si riferisce a Tori, descrivendone l'azione e non ad Uke. Si tratta di uno dei malintesi più comuni che si osservano nel nostro paese rispetto alla traduzione delle tecniche. In questa applicazione di Tai Otoshi Okano usa il movimento circolare. Spostandosi lateralmente, Okano costringe Uke a seguirlo circolarmente. Alla fine del movimento è la resistenza stessa di Uke ad aprire le porte alla esecuzione di Tai Otoshi. Questo è un ottimo modo di studio, di pratica e anche una buona opportunità per il Randori o lo Shiai.