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di Alessio Oltremari |
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C'è una grande differenza nel Judo fra quello che è forma e quello che è applicazione. Per forma si intende un modello che può essere replicato da chiunque, e che sia la base dalla quale intraprendere un percorso di studio personale. Nella sezione Didattica di questo stesso sito, vari studi analizzano questo tema, e possono essere consultati per comprendere bene la materia di cui stiamo parlando. Cerchiamo ora invece di vedere, attraverso l'esempio di grandi Judoisti, cosa sia la forma e cosa sia la personalizzazione, provando a capire quando questa sia sensata e quando invece stravolga il piano di studio del Judo, creando difetti ed errori che pregiudicano lo sviluppo tecnico del Judoista. Cominciamo con l'osservare un esempio di forma:
Cominciamo a vedere in cosa può consistere una corretta pesonalizzazione che, pur discostandosi dalla forma, rimane nell'ambito della correttezza. Le personalizzazioni delle tecniche vanno a risolvere problemi relativi alle personali applicazioni della tecnica stessa e, pur essendo studi personali, possono essere presi in considerazione anche dagli altri Judoka quale stimolo o suggerimento per il proprio personale iter di studio. Sotto possiamo vedere il modo di eseguire O Soto Gari del Maestro Matsumoto di Tenri.
Per vincere la resistenza di Uke, Matsumoto falcia non con la punta del piede, ma con il tallone. Inoltre adopera il dorso della mano destra appoggiandolo sul lato del viso di Uke, per piegarlo all'indiero e squilibrarlo. I canoni del tiro sono rispettati, ma alcuni particolari sono adattati alle esigenze particolari dell'esecutore. Alcuni insistono molto nel piegare Uke all'indietro per romperne la posizione
Kimura rompe la posizione di Uke, con una forte azione di spinta, ma al momento della proiezione, per la mancanza di spazio, falcia esternamente e sul ginocchio. Naturalmente questa azione, benchè efficace, è pericolosa per il ginocchio di Uke e diviene quindi una personalizzazione al di fuori della Forma. Vediamo meglio nelle foto sotto:
Le frecce ci fanno capire meglio la dinamica della stessa tecnica. Mentre la posizione di Koizumi permetteva una falciata corretta, quella di Kimura lascia ad egli solo lo spazio per agganciare all'esterno il ginocchio, in una posizione dannosa per quest'ultimo. Ricordando che il rispetto per l'altro è la base della pratica del Judo, questa tecnica diviene sconveniente e da evitare. Questa non vuole essere una critica al Maestro Kimura, ma solo a un certo modo di applicare la tecnica che, per il solo scopo della efficacia, tende a sacrificare la forma estetica e la sicurezza di Uke. Per permettere una buona caduta, e quindi l'incolumità di Uke, è fondamentale una corretta falciata. Ad esempio di questo ecco una ottima azione conclusiva di O Soto Gari, la foto ritrae il Maestro Tadashi Koike, 7° Dan Kodokan.
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