Osawa Sensei intento nella scrittura,

Okada Sensei è sullo sfondo

Lo studio del judo e la pratica quotidiana non possono prescindere dall’incontro con il Maestro.  

Un simile rapporto risulta infatti fondamentale per la crescita e la formazione della persona in quanto consente di avvicinarsi sempre più profondamente alla realtà della pratica e non ad un’illusoria costruzione mentale. Non esiste niente di trascendentale né all’interno del judo, né circostante alla figura del Maestro. E’ un invito assoluto, il dialogo con egli, al fine di scoprire non la gerarchica onnipotenza, che spesso è riflesso dei nostri limiti e proiezione delle nostre patologie psichiche, bensì la sua sconvolgente semplicità e naturalezza.  Il Maestro è un essere umano che ha perseverato, nella sua vita, nel percorrere una strada; è sì depositario di un qualcosa, ma si mostra agli occhi di un giovane con un sorriso per uno sforzo ed una giusta osservazione per un atteggiamento, senza altro dire.

 

 

Seppur limitato nelle mie riflessioni dalla scarsa esperienza, mi azzardo a riconoscervi l’esempio, l’apprezzamento, l’osservazione…. Il primo rappresenta l’atto da imitare, l’esecuzione frutto di un’immaginazione ripetutamente allenata, la visualizzazione della forma che per incantesimo si concretizza. L’esempio dato dal Maestro non si limita ad una dimostrazione; un professore di matematica “dimostra” in continuazione… L’esempio dato dal Maestro è l’amore per la pratica e la vicinanza a questa. Tale condizione si discosta assolutamente da fenomeni quali il paternalismo od il  protagonismo, bensì esprime una ferma attenzione,una presa costante, una posizione immutevole! Nel momento in cui avviene l’incontro, si ha una specie di trasmissione di esperienza, così vasta che non può essere compresa in pochi istanti; l’apprendimento diventa dunque il frutto di una generosità spontanea, mai richiesta a parole ma scaturita tacitamente e sempre dal cuore delle persone. L'apprezzamento per ciò che vede è vitalità all’ “n-esima” potenza, costituisce un fondamento di umiltà nel riconoscere l’altrui sforzo e dimostra la serenità di colui che conosce la strada che già ha percorso. Tale espressione non garantisce plauso né lode al merito,

 

Un momento di relax: Shiigi Sensei e Osaka Sensei

piuttosto risulta, a mio parere, paragonabile ad una risata tra amici per una battuta ben riuscita. L’osservazione, infine, è una qualità stupenda perché non solo è alla base della correzione, ma anche perché, allo stesso tempo, credo dia compiacimento assoluto e sincero per la pratica di tutti. Lo studio del judo fornisce, nel tempo, gli elementi per cogliere questi aspetti, tuttavia l’applicarsi dell’allievo è sterile se privato di questo incontro! Le considerazioni fin qui esposte, seppur intrise di gioventù da parte di chi parla, scaturiscono dal contatto diretto ed individuale stabilito dal praticante con la fonte della pratica stessa, ossia la didattica del Maestro. Quest’ultima non comprende esclusivamente la spiegazione della tecnica, ma può essere esplicata perfino durante un barbecue all’aperto!!