La prima lezione del Kata Koshukai ogni anno riguarda la teoria del Judo. A volte si tratta di storia, a volte di teoria della tecnica o dei Kata, a volte d’altro ancora. Quest’anno il relatore era Kiyoto Motomura 7° Dan e professore Universitario. La lezione di questo importante insegnante è stata senz’altro chiarificatrice del pensiero del Kodokan riguardo al momento che il Judo sta attraversando ed ai problemi derivati dalla sua globalizzazione. La domanda che muoveva le considerazioni che si susseguivano durante la lezione verteva su cosa fosse la natura del Judo e in che cosa esso si fosse trasformato. Il Sig. Motomura ha analizzato il concetto di sport, la sua definizione e la sua motivazione e ha comparato queste con il Judo.  Tutto per dimostrare che il Judo è anche uno sport, ma che questo aspetto del Judo rimane solo un lato accessorio della disciplina. L’insegnamento morale, l’etichetta, la pratica fisica e mentale, il percorso spirituale alla base del Judo sono ben altra cosa che uno sport.  Il Judo ha abbracciato l’idea di sport in un momento ben diverso da quello attuale, quando lo sport era altro da quella forma di spettacolo professionistico a cui assistiamo oggi. Oggi vediamo lo sport veicolo di modelli, comportamenti e disvalori tipici dell’ideologia del consumo.

    

 

 

 

In basso a sinistra Kano alle Olimpiadi

di Berlino nel 1936

 

Il culto del campione, il fenomeno del doping, la deriva professionistica di tante discipline sportive e il giro di affari che le accompagna, sono testimonianza della degenerazione che lo sport sta attraversando. Il Judo cercava attraverso lo sport di diffondersi, nella coscienza di non essere solo uno sport,  ma di essere compatibile con lo spirito alla base delle Olimpiadi volute da De Coubertin. Lo Sport e le Olimpiadi a cui pensava Kano erano ben altra cosa da quello che rappresentano attualmente. Originariamente il Judo intendeva gemellarsi con lo sport, mentre oggi ne viene fagocitato e impoverito, ponendo le basi della sua stessa fine. Nel pensiero di Motomura (e contrariamente al mio) il Judo non deve tuttavia distaccarsi dallo sport, ma indagare sulle sue origini e riappropriarsi del proprio bagaglio culturale al fine di ritrovare le ragioni profonde della sua pratica.

 

Il senso del Judo sta nelle sue origini, secondo Motomura, ed è solo ritrovando la radice che si immerge nella esperienza del Bujutsu, che possiamo ridare senso al Judo. Il combattimento, lo Shiai, la pratica  in generale deve poggiare sulle solide basi della cultura e dei modi del Bujutsu, in modo che i valori di quest’ultimo contribuiscano a formare i praticanti. Motomura osservava che nel Judo  “gli atleti” stanno assumendo addirittura gli stessi atteggiamenti degli sport  di massa diffusi dai media. Non è raro vedere un Judoista vittorioso correre per il tappeto, esprimere sguaiatamente contentezza o addirittura togliersi il Judogi agitandolo come un bandiera. Ma, continuava Motomura, “il Judo non è il calcio”, e sono parole testuali. Divenendo sempre più sport il Judo perde addirittura il senso della forma del suo combattimento. Nuove regole piegano il Judo tramutandolo in una semplice lotta, ben lontana anche tecnicamente da quello che intendiamo per Judo classico.

    

 

 

 

De Coubertin

 

Nel tentativo di interrompere questa trasformazione negativa del Judo, Motomura è stato inserito in un gruppo di lavoro della Federazione Internazionale Judo per cercare di invertire la rotta, di riportare il Judo verso la sua natura a livello mondiale. Onestamente mi sembra una impresa impossibile. Credo che Motomura, confrontandosi con i vertici della I.J.F. abbia di fronte a se persone che generalmente non capiscano il suo messaggio. Probabilmente la degenerazione del Judo in quanto sport è inarrestabile. Tuttavia trovo importantissimo che il Kodokan abbia preso posizione, anche se denunciando solo quello che è evidente già da molto tempo, ma con la forza e l’autorevolezza di questo prestigioso istituto. Forse non servirà a niente, forse saranno solo energie sprecate, ma tutto questo fa pensare che se le cose procederanno verso la irreversibile sportivizzazione del Judo, il Kodokan avrà la forza di tirarsi indietro. Nella impossibilità di mantenere il Judo unito, forse finalmente domani avremo un organismo di Judo Tradizionale che possa conservare la disciplina nella sua integrità e un organismo di Judo sportivo che farà quello che meglio  crede. Forse queste sono solo mie illusioni, ma resta il fatto che la lezione di Motomura è sintomo di una crescente insofferenza da parte del Kodokan per la mutazione sportivo agonistica che il Judo sta subendo.