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Shiigi
Munenori Sensei
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Shiigi Munenori ha introdotto con
queste parole la dimostrazione tenuta da lui e alcuni suoi allievi a Prato il
26 Novembre 2004, al “Laboratorio del tempo” a conclusione di un ciclo di
conferenze sulla Cultura Giapponese.
Detto in breve, il Bujutsu ha avuto
il suo sviluppo in Giappone per
mantenere l’ordine nel territorio nazionale, cioè per rendere possibile il
governo del Paese. Le divinità di Kashima e di Katori,
in realtà dal punto di vista storico in antichità erano degli esseri umani. I
soldati divini che entrambe queste divinità conducevano avevano lo scopo di portare
la pace in Giappone e di proteggere gli antenati dell’imperatore. L’inizio si ebbe quando le divinità
(esseri umani) che volevano diffondere il loro potere in quello che al tempo
si chiamava Izumo no Kuni, (oggi
Prefettura di Shimane, nella parte meridionale dell’isola principale di Honshu
n.d.t.) riuscirono ad entrare in possesso di quelle terre senza combattere,
solo mostrando la forza della loro autorevolezza. Si tratta di quella che viene chiamata “rivoluzione
senza spargimento di sangue”.
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Da allora ciò che in giapponese si dice Bu no
Kokoro e letteralmente significa Spirito del Bu, ha avuto alla base la pacificazione del
Paese senza combattere e questo concetto è divenuto un punto d’onore per un
Bujin (uomo dedito all’arte del combattimento n.d.t.). Successivamente si sono
susseguite tante guerre, ma lo scopo principale era quello di sistemare quello
che era un Paese in disordine, di riportare la tranquillità, attraverso
l’unificazione del Paese. “Portare la pace nel Mondo intero” sono parole che
rendono il senso dello spirito del Bujin. Portare la tranquillità nel Paese,
far condurre al popolo una vita quieta. Sono parole nate dall’amore per l’Umanità.
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Shiigi
Sensei alla conferenza, tradotto
da Gianna Giraldi
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C’è un’altra “rivoluzione senza spargimento di sangue” in Giappone condotta al
tempo dell’ultimo degli Shogun Tokugawa, Yoshinobu. Yamaoka Tetsutaro
(conosciuto come Yamaoka Tesshu) riuscì a fermare l’ultima battaglia condotta
da Saigo Takamori per l’attacco al
Castello di Edo. Yamaoka Tetsutaro era un esperto di Kenjutsu dello stile Jikishinkageryu
e fu il creatore di una corrente indipendente che prese il nome di Mutoryu
(scuola della spada senza spada n.d.t.). Quest’uomo divenne famoso nella
Provincia di Ibaragi, e il caso volle che egli si sposasse con la figlia del
Kannushi (sacerdote) del Tempio di Kashima. Egli affermava che in questo
momento storico, coloro che ricercano la via del Bujutsu, devono ricercare la
spada che dona la Vita all’Uomo: “Katsujinken”. Da questa alta spiritualità
nasce la filosofia della Via da percorrere nel Budo. Il Bujutsu giapponese ebbe
inizio da Kashima e Katori. Si dice che la spada provenga da Kashima e lo Yari
da Katori. Penso che ci sia qualcuno che si chiede come in un mondo in cui
esistono le armi nucleari ci possa essere un interesse per l’antico Bujutsu e
per il Budo.
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Per studiare il Bujutsu ci vuole
innanzitutto Reiho, spirito del rispetto. Si inizia infatti con il saluto. Alla
base c’è il rispetto delle persone ed è una pratica che serve a non dimenticare
che durante l’esperienza del combattimento ci debba essere sempre il rispetto
reciproco, lo spirito di non far del male all’altro. Ad esempio in un arte come quella
del Judo pratica molto Ukemi (l’arte delle cadute) per non far del male
all’altro e nemmeno a sé stessi. Questo porta il beneficio che in caso di
caduta improvvisa si può evitare di
farsi seriamente del male. Inoltre, attraverso la pratica del modo di difendersi e di attaccare, il cuore e il corpo si disciplinano
e si fortificano. Attraverso le tecniche di attacco e di difesa si può
controllare la forza muscolare e del corpo, ma per praticare in modo serio, è
necessaria concentrazione ed elevazione dello spirito. L’instabilità emozionale
e la mancanza di fiducia in sé stessi possono divenire saldezza
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Shiigi
Sensei e Alessio Oltremari in Gogyo
no Tachi
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e stabilità,
combattendo attraverso lo spirito e la tecnica dell’uno e dell’altro.Così, sostenuti da uno spirito di perseveranza, con
una forza paziente, si può trasportare questo vigore anche nello studio e nel
lavoro. Se si acquisisce fiducia nel proprio corpo e nello spirito, le nevrosi
scompaiono e si possono così evitare anche le malattie. Inoltre, poiché non si tratta di esercizi fatti da
soli, si sviluppa anche il pensiero nei confronti dell’altro, la comprensione
di ciò che sente l’altro. Durante la pratica si utilizza anche Kiai.
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Shiigi
con alcuni partecipanti alla dimostrazione
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Questo fa
bene alla salute, ha un effetto meraviglioso eliminare la rabbia che si può
sviluppare nella vita di tutti i giorni. Con il progredire dello studio della pratica, si può
approfondire la tecnica di Kiai. In questo modo si può realizzare la
personalità dell’individuo, che può divenire utile e contribuire alla società. Oltre a questo, una delle caratteristiche del Budo è
quella di poter divenire una forma di difesa da un’aggressione improvvisa. In
un mondo in stato confusionale come
quello di oggi, il Budo può essere considerato anche come un hobby di alto
livello oppure come esercizio per fortificare mente e corpo. Faremo ora una dimostrazione di alcune tecniche di Katori
Shinto Ryu. Grazie.
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